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Prebiotici e probiotici: cosa sono e perché lavorano insieme

  • Prebiotici
  • Probiotici
  • Fermenti lattici

Creazione: 6 ott 2026

Ultimo aggiornamento: 14 ott 2026

Molte persone tendono a confondere i termini “probiotici” e “prebiotici” o a utilizzarli come sinonimi. In realtà, si tratta di componenti diversi che svolgono funzioni complementari a livello intestinale. I probiotici sono microrganismi vivi che, se assunti in quantità adeguate, possono apportare benefici alla salute dell’ospite. I prebiotici, invece, sono sostanze che fungono da nutrimento per specifici microrganismi presenti nel microbiota intestinale, favorendone la crescita e l’attività.

Che cosa sono i probiotici 

Secondo la definizione adottata dalla comunità scientifica internazionale, in particolare dalle linee guida dell’ISAPP (Associazione Scientifica Internazionale per i Probiotici e Prebiotici), i probiotici sono microrganismi vivi che, se assunti in quantità adeguata, possono apportare diversi benefici alla salute.

Nello specifico, gli aspetti che distinguono un probiotico sono principalmente due. Il primo è la vitalità: i microrganismi devono essere vivi al momento dell'assunzione per poter esercitare i propri effetti benefici. Il secondo è la dose: non è sufficiente che un determinato microrganismo sia presente, ma deve esserlo in quantità adeguata, tale da garantire il beneficio per la salute documentato dagli studi scientifici.

 

Fermenti lattici e probiotici non sono sinonimi 

Nel linguaggio comune, fermenti lattici e probiotici vengono usati quasi sempre come sinonimi Dal punto di vista scientifico, tuttavia, indicano cose diverse.

La dicitura ‘fermenti lattici’ indica una serie di microrganismi — principalmente batteri — capaci di produrre acido lattico fermentando zuccheri. Vengono usati nella produzione di yogurt, formaggi, kefir e altri alimenti fermentati. Eppure non è detto che i fermenti lattici siano anche probiotici.

Quella dei probiotici, infatti, è una categoria definita da criteri specifici: vitalità, dose adeguata ed effetto sulla salute documentato per uno specifico ceppo. Alcuni fermenti lattici possono rientrare in questa categoria, altri invece no.

Questa differenza ha implicazioni prima di tutto pratiche: l’indicazione “fermenti lattici” su un’etichetta non indica necessariamente la presenza di ceppi probiotici con caratteristiche vantaggiose documentate.

 

Cosa rende un microrganismo un probiotico? 

Perché un microrganismo possa essere definito ‘probiotico’, deve soddisfare alcuni requisiti: deve essere identificato con precisione a livello di genere, specie e ceppo; deve avere una sicurezza d’uso documentata; deve essere vivo e attivo nella sede in cui agisce; deve essere associato a evidenze di efficacia per almeno un effetto sulla salute.

Questo spiega perché non tutti i microrganismi presenti negli alimenti fermentati siano automaticamente classificabili come probiotici: la definizione dipende dall’insieme di questi elementi, non dalla sola presenza nell’alimento.

 

Che cosa sono i prebiotici 

I prebiotici non sono microrganismi. Sono sostanze che alcuni microrganismi utilizzano come fonte di nutrimento.

Sono una particolare categoria di fibre alimentari non digeribili che fungono da nutrimento selettivo per alcuni microrganismi benefici del microbiota intestinale, favorendone la crescita e l'attività. Tuttavia, non tutte le fibre alimentari possono essere considerate prebiotici, poiché non tutte esercitano questo effetto selettivo sul microbiota.

 

Non tutte le fibre sono prebiotiche 

Le fibre alimentari sono un gruppo ampio ed eterogeneo. Alcune di esse — come l’inulina, i frutto-oligosaccaridi (FOS) e i galatto-oligosaccaridi (GOS) — possono essere definite prebiotiche, perché vengono utilizzate in modo preferenziale da microrganismi specifici. Altre fibre (es cellulosa, emicellulose, pectine, beta-glucani, lignina), invece, pur svolgendo un ruolo importante per il benessere intestinale, non soddisfano questo requisito o non dispongono di evidenze sufficienti.

Assumere fibre in senso generale, quindi, non equivale necessariamente ad assumere prebiotici. Questa distinzione è rilevante soprattutto per chi è alla ricerca di soluzioni che supportino il microbiota intestinale.

 

Dove si trovano i prebiotici negli alimenti? 

I prebiotici sono naturalmente presenti in numerosi alimenti di origine vegetale. Tra le principali fonti alimentari si trovano:

  • cipolla, aglio, porri (fonti particolarmente ricche di inulina e FOS);
  • banane (soprattutto nelle varietà meno mature);
  • cereali integrali (frumento, avena, orzo);
  • legumi (lenticchie, ceci, fagioli);
  • cicoria (tra le fonti più concentrate di inulina);
  • topinambur.

Una dieta varia che includa regolarmente questi alimenti rappresenta la principale fonte di prebiotici.

 

Prebiotici e probiotici: che differenza c'è? 

Anche se sono spesso citati insieme, prebiotici e probiotici hanno natura e funzioni distinte. La tabella seguente riassume le principali differenze.

In sintesi, i prebiotici non introducono nuovi microrganismi nell’intestino, ma possono contribuire a creare condizioni favorevoli per alcuni di quelli già presenti. I probiotici, invece, sono microrganismi vivi con caratteristiche specifiche.

  Probiotici Prebiotici
Natura  Sostanze (non microrganismi)  Microrganismi vivi
Funzione  Substrato selettivo per alcuni microrganismi intestinali  Presenza attiva con effetti documentati
Fonte principale  Alimenti (fibre specifiche)  Alimenti fermentati o integratori

 Meccanismo d'azione

 

Indiretto – attraverso i microrganismi che li utilizzano

Diretto — attraverso l’attività dei microrganismi stessi 

 

In sintesi, i prebiotici non introducono nuovi microrganismi nell’intestino, ma possono contribuire a creare condizioni favorevoli per alcuni di quelli già presenti. I probiotici, invece, sono microrganismi vivi con caratteristiche specifiche.

 

Quando prebiotici e probiotici lavorano insieme: i sinbiotici 

In alcuni casi, prebiotici e probiotici vengono integrati all’interno di un’unica formulazione. Questi prodotti si chiamano sinbiotici (o simbiotici).

Nello specifico, esistono alcuni sinbiotici che associano una componente prebiotica e una probiotica che lavorano in modo indipendente, ciascuna con il proprio meccanismo. Altri, invece, sono progettati in modo che le due componenti interagiscano tra loro: la parte prebiotica è scelta specificamente per supportare i microrganismi probiotici presenti nella stessa formulazione.

La comunità scientifica internazionale distingue formalmente questi due approcci:

  • sinbiotico complementare: le componenti agiscono in modo indipendente;
  • sinbiotico sinergico: la componente prebiotica è progettata per essere utilizzata dai microrganismi probiotici presenti nella stessa formulazione.

Questa distinzione implica che un sinbiotico non sia necessariamente superiore a un probiotico o a un prebiotico assunti singolarmente. L’efficacia dipende dalla composizione specifica.

Prima di valutare l’assunzione di integratori – probiotici, prebiotici o sinbiotici che siano — è sempre opportuno confrontarsi con il proprio medico o farmacista.

 

Prebiotici, probiotici e microbiota intestinale: qual è il legame?

Il microbiota intestinale è il punto di riferimento: un ecosistema complesso, composto da miliardi di microrganismi che vivono in equilibrio dinamico nell’intestino. La sua composizione è influenzata da molti fattori, tra cui alimentazione, stile di vita, uso di farmaci ed età. È il contesto dentro cui prebiotici, probiotici e sinbiotici trovano il loro senso.

I prebiotici agiscono su questo ecosistema indirettamente, fornendo un nutrimento selettivo ad alcuni microrganismi già presenti, favorendone la crescita rispetto ad altri. I probiotici, invece, sono microrganismi vivi che, assunti in quantità adeguata, possono interagire con l’ecosistema intestinale attraverso meccanismi diversi: competizione per le risorse, produzione di sostanze bioattive, interazione con il sistema immunitario intestinale. I sinbiotici, infine, combinano entrambe le componenti, con approcci diversi a seconda della formulazione.

Per questo motivo, sarebbe riduttivo dire che il microbiota si divide in batteri “buoni” e “cattivi”. Le relazioni tra i microrganismi, tra questi e la parete intestinale, e tra intestino e sistema immunitario sono articolate e ancora oggetto di ricerca. Alcuni approcci orientati al supporto al microbiota tengono conto di alimentazione, stile di vita e componenti funzionali in modo integrato.

 

Quando rivolgersi al medico 

È consigliabile consultare il medico in presenza di situazioni particolari, tra cui:

  • diarrea persistente o ricorrente;
  • dolore addominale importante o prolungato;
  • gonfiore intestinale che non si risolve;
  • sangue nelle feci;
  • perdita di peso involontaria;
  • sintomi che perdurano nel tempo o tendono ad aggravarsi.

Questo contenuto ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico o farmacista prima di assumere qualsiasi farmaco integratore.

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Domande frequenti

Prebiotici e probiotici sono la stessa cosa?

No. I prebiotici sono sostanze — per lo più di origine alimentare — utilizzate selettivamente da alcuni microrganismi intestinali. I probiotici sono microrganismi vivi che, assunti in quantità adeguata, possono apportare benefici alla salute. Svolgono funzioni diverse e, in molti casi, complementari.

I prebiotici si trovano negli alimenti?

Sì. Le principali fonti di sostanze con attività prebiotica documentata includono cipolla, aglio, porri, banane, cereali integrali, legumi e cicoria. Una dieta varia che includa regolarmente questi alimenti è il modo più diretto per introdurli attraverso l’alimentazione quotidiana.

Cosa sono i sinbiotici?

I sinbiotici combinano una componente prebiotica e una probiotica. In alcuni casi le due componenti agiscono in modo indipendente; in altri, sono progettate per interagire. con la parte prebiotica specificamente scelta per supportare i microrganismi probiotici presenti nella stessa formulazione.

In che modo probiotici e prebiotici sono legati al microbiota intestinale?

I prebiotici possono contribuire a nutrire selettivamente alcuni microrganismi già presenti nell’intestino; i probiotici, assunti in quantità adeguata, possono interagire con questo ecosistema attraverso meccanismi diversi. Il microbiota è influenzato da molti fattori — alimentazione, stile di vita, uso di farmaci — ed è il contesto di riferimento per comprendere il ruolo di entrambi.

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